“
Giuseppe”, la mostra inaugurata a
Sant’Angelo in Vado, prosegue per
Santarcangelo di Romagna,
dove accanto ai cimeli garibaldini esporrà la preziosa collezione di
manifesti originali della Repubblica Romana proprietà della Società
Operaia di Mutuo Soccorso,
Sant’Angelo in Vado, San Marino, Santarcangelo di Romagna e Cesenatico celebrano congiuntamente il
Paesaggio che
fu e che tutt’ora è. Quello che lui ha visto e che noi continuiamo a
vedere. Lo spirito dell’esposizione è proprio questo, raccontare il
paesaggio che dall’
Adriatico sale e arriva
fino alle pendici dell’Appennino.In nessun altro paese al mondo la
natura è diventata creta nelle mani dell’uomo come è successo nella
nostra penisola: l’ha modellata, adattata, inventata, creata...lo ha
fatto nell’assoluto rispetto del suo ritmo delle sue caratteristiche.
Natura e uomo, protagonisti di un gioco
amoroso che attraverso la reciproca conoscenza ha modificato (e
modifica) entrambi. Abitudine tanto italiana da essere sancita nell’
articolo 9 della Costituzione,
che non va inteso però come epitaffio! Solitamente infatti quando
l’argomento è trattato la cifra nostalgica prende il sopravvento
scatenando la miopia. Attenzione, non si dimentichi che lo sguardo
rivolto al passato produce senso solo se agisce nel presente per
costruire il futuro. Il contadino lo insegna col suo sapere, capace di
trattenere il patrimonio del passato e contemporaneamente di mutare
affinandosi in base all’evoluzione dei

tempi,
selezionando di volta in volta i modi più adatti alla migliore qualità.
Il paesaggio e i prodotti dell’azione nella natura rappresentano la
parte finale di un processo vitale. I frutti, i formaggi, i salumi e
altro scomposti finalmente nelle loro componenti culturali: periodo di
aratura, semina, tecniche di potatura, conservazione, umidità, salinità
dell’aria, odori, concimazione, lavorazione... sì da diventare
dizionari di paesaggio.
Massimo Bottini
© Riproduzione riservata
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